ac Q uater R a_codeValorizzazione del Parco delle Mura Concorso di idee, PIACENZA

Disegnare una città, anche solo una sua parte comporta determinarne il suo destino identitario, l’operazione è ardita e prende forma nel tempo a compierla non è la mente ingegnosa di uno solo ma è l’intera comunità cittadina.

Progettisti:
Francesca Schepis, Gianfranco Neri, Ottavio Amaro, Marina Tornatora, Giovanna Falzone, Maria Rita Udardi, Lucia La Giusa, Patrizio Raso
Completion Date:
Marzo 2013
Credits:
Comune di PIACENZA

La storia ci ha consegnato una città fortificata in parte compressa dentro il recinto delle sue mura. Un tempo, queste mura l’anno difesa, ne hanno garantito la prosperità  e la sicurezza alla sua gente, sono state la sua facciata,  la pelle del suo apparire. Oggi non più, le vicchie mura di cinta dell'antica Piacenza sono diventati frammenti del tempo, reliquie sacre da conservare con devozione. E se ne trovano tracce qua e la, alle rotonde delle strade, nei muri delle case fino alla zona settentrionale dove ancora sono quasi intatte. A guardare queste mura, lungo il lato nord della città si percepisce ancora significativamente il senso del confine e del limite. L’altezza e l’estensione tracciano un segno di demarcazione ancora forte tra ciò che si trova dentro e ciò che sta fuori.

2Parco delle mura

Oggi le mura di cinta sono luoghi scenografici, che caratterizzano e abbelliscono il profilo della città, la gente ama passeggiarci attorno o andarci a correre. Costituiscono allo stesso tempo il limite oltre il quale non si può costruire senza uscire fuori dal dentro. 

3 Parco delle mura; veduta interno/esterno

La riconfigurazione spaziale e funzionale dell’area oggetto del Concorso può costituire occasione molto importante per Piacenza. Questa si riferisce soprattutto alla necessità di definire per la compagine urbana una nuova immagine, nuova strategia e una più originale collocazione concorrenziale nell’ambito della rete europea delle città. Per compiere questo compito non è essenziale allargare troppo lo sguardo né frammentare eccessivamente i compiti e gli obiettivi, ma è necessario definire una chiara strategia organizzata su pochissimi punti qualificanti, da sviluppare e attuare progressivamente. A partire dal Parco delle Mura sarà possibile innanzitutto compiere l’operazione strategicamente più importante: ricongiungere Piacenza a una sua specifica rappresentazione, a una immagine così nascosta e remota, tale da contenere il proprio DNA nel quale è scritto non soltanto il suo passato o il presente, ma, attraverso di essi il suo futuro (da trasmettere nel mondo della comunicazione).

1 Parco delle mura; veduta verso l'esterno

scarabocchio su nero Scarabocchio

Dal caos nascono le idee, appaiono alla mente immagini-concetto che traduciamo in azioni.  Questo è quanto si vorrà fare: creare un palcoscenico, uno spazio per accogliere le idee, le immagini e le azioni di tutti. Nessun spettacolo compiuto, nessun capolavoro, nessun lieto fine. Un palcoscenico aperto, come un foglio di carta su cui poter tracciare “segni” in divenire, preludi di “di-segni” (come segni-di tutti).

Un progetto prematuro, pre-preliminare, non uno schizzo né un bozzetto, lontano dall’esser un disegno finito. Piuttosto un gesto prossimo allo scarabocchio, un tracciato errante che allenta e dilata il tempo, prende e consuma lo spazio. Tracciati per innescare l’attenzione al luogo. 

elaborazione scarabocchio patrizio Elaborazione dallo scarabocchio

In alcune zone del centro della città sono stati individuati luoghi particolarmente importanti per la memoria storica della citta. Chiese, musei, strade, piazze, mura. Il progetto, come abbiamo detto, prevede che questi luoghi rientrino da protagonisti nella riorganizzazione urbana della città, e per farlo si vuole innanzitutto preservarli da interventi invasivi.

L’intervento piuttosto è concentrato a favorire una ricollocazione nuova del significato di questi edifici nell’immaginario collettivo.  Per favorire questo processo si predispongono laboratori permanenti.  Questi laboratori permanenti sono ibridamente esistenti tra: la dimensione virtuale e il luogo fisico.  

Compiono la loro funzione comunicativa o di coinvolgimento attraverso la generazione di codici QR opportunamente disegnati nei vari luoghi.

7Elaborazione di percorsi dallo scarabocchio

L’apparenza del codice è strettamente connessa al tipo di operazione in corso. Nel caso del grande “disegno temporaneo” sul prato dei giardini, ad esempio, si potrebbe trattare di uno spazio fisico che rimanda ad un laboratorio permanente dove, in una dimensione virtuale, il cittadino partecipa all’immaginazione del significato del luogo  avendo per scopo non di costruire il luogo fisico ma lo spazio partecipato. Si raggiunge così l’altro obiettivo del progetto che è quello di ‘allargare’ le mura, le loro capacità contenitiva senza intaccarne la loro ‘sacralità’ e il loro essere frammento della storia concluso. Gli ambienti ed i luoghi così pensati, infatti, saranno in ‘gestione’ alle istituzioni locali, alle scuole, alle associazioni cittadine che ne curano la continuità e organizzano le tematiche di discussione.

Il ‘tracciato errante’ attraversa il muro, si estende nella campagna fino al Po, diviene traccia, labirinto e percorso segnato da filari di alberi, pista ciclabile, canale d’acqua, segno effimero. L’esigenza è di portare il fuori dentro ed il dentro ancor più vicino al fuori.

Concorso Parco delle Mura Piacenza Tavola 1 ridotta Tavole di concorso